tappéto s. m. [dal lat. tapete e tapetum, e questo dal gr. τάπης -ητος, voce di origine iranica].
1 Porzione, quadrangolare o di forma varia, di tessuto di lana, o anche di seta, cotone e altre fibre vegetali e artificiali, prodotto in varie grandezze e in vari colori e disegni annodando, a mano o a macchina, i fili di catena con quelli di trama. I tappeti sono utilizzati sia per funzioni pratiche sia a scopo ornamentale, raggiungendo spesso un alto livello artistico.

Se forse in passato questa definizione valeva, oggi non risulta più essere attuale!

Oggi è impossibile dare ad ogni tappeto un significato univoco: esso è al tempo stesso luogo di meditazione e preghiera, oggetto d’arredo e creazione artistica.
Non è un caso che l’artista Heimo Zobernig abbia stampato sul tappeto da lui creato i due termini utilizzati per indicare tale oggetto in inglese: carpet, l’oggetto d’arte, e rug, l’oggetto d’arredamento.
L’artista non ha voluto scegliere, sottolineando il significato molteplice insito in ogni tappeto.

Heimo Zobernig, Carpet Rug, 2015
Heimo Zobernig, Carpet Rug, 2015

Inoltre è anche impossibile, nel mondo contemporaneo, considerare tappeti con la T maiuscola solo quelli fatti in tessuto: ora i tappeti sono fatti d’ombra, di chiodi, di poliuretano, di polvere…

Oggi parlare del tappeto, che sia utilizzato da artisti, fotografi o designer, significa parlare di un universo fatto di ispirazione, tradizione, tecnologia, sperimentazione!

 

 

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