BURJ DUBAI, DUBAI, UNITED ARAB EMIRATES, 2009-10
BURJ DUBAI, DUBAI, UNITED ARAB EMIRATES, 2009-10

David Thomas Smith, artista irlandese, unisce i mezzi artistici della tradizione con i mezzi di comunicazione odierni.
Da questa unione è nato il progetto creativo Anthropocene.

David Thomas Smith, LAS VEGAS, NEVADA, UNITED STATES OF AMERICA 2009-10
David Thomas Smith, LAS VEGAS, NEVADA, UNITED STATES OF AMERICA 2009-10

Smith ha raccolto migliaia di file digitali tratti da vedute aeree terrestri, scattate da dispositivi quali Google Maps.
In particolare Smith ha mostrato interesse per le aree che avevano subito una forte trasformazione a causa dell’intervento umano e dunque dove erano fortemente presenti infrastrutture, edifici e stabilimenti industriali.

David Thomas Smith, LAS NORIAS DE DAZA, ALMERIA, SPAIN 2009-10
David Thomas Smith, LAS NORIAS DE DAZA, ALMERIA, SPAIN 2009-10

Dopo aver selezionato tale materiale, l’artista ha modificato le foto con Photoshop così da ottenere immagini altamente dettagliate.
Infine Smith ha disposto le fotografie seguendo la logica estetica dei tappeti persiani. Perciò il risultato finale è un’immagine che ricorda i motivi e le decorazioni tipici dei tappeti orientali.

David Thomas Smith, FIMISTON OPEN PIT, KALGOORLIE-BOULDER, WESTERN AUSTRALIA, AUSTRALIA, 2009-10
David Thomas Smith, FIMISTON OPEN PIT, KALGOORLIE-BOULDER, WESTERN AUSTRALIA, AUSTRALIA, 2009-10

Il significato di questa operazione è chiaro ed è espresso anche nel titolo di questa serie di lavori. Antrhopocene è il termine utilizzato dal premio Nobel, Paul Crutzen, per indicare la nuova era geologica nella quale viviamo.
Mentre prima vivevamo nell’era Olocene, ora, a causa del massiccio intervento dell’uomo, siamo entrati nella fase appunto dell’Antropocene, prima era geologica nella quale le attività umane sono state in grado di influenzare l’atmosfera e alterare il suo equilibrio.

David Thomas Smith, DELTA COAL PORT, VANCOUVER, BRITISH COLUMBIA, CANADA, 2009-10
David Thomas Smith, DELTA COAL PORT, VANCOUVER, BRITISH COLUMBIA, CANADA, 2009-10

Dunque Smith vuole, con i suoi “tappeti”, comunicare un forte messaggio sociale e politico. Ormai il paesaggio in cui viviamo è stato completamente modificato, se non distrutto, dall’economia capitalista. Essa ha inondato il territorio di aziende, industrie che hanno deturpato il territorio fino a fargli perdere la propria identità. Infatti un’area geografica non è più vista con occhio disinteressato, ma guardato tenendo sempre conto delle possibilità economiche che in esso risiedono.

David Thomas Smith, THREE MILE ISLAND GENERATING STATION, MIDDLETOWN, PENNSYLVANIA, UNITED STATES OF AMERICA 2010-11
David Thomas Smith, THREE MILE ISLAND GENERATING STATION, MIDDLETOWN, PENNSYLVANIA, UNITED STATES OF AMERICA 2010-11

Perciò non è un caso che Smith abbia utilizzato la logica compositiva dei tappeti persiani per le sue fotografie. Infatti oggi, soprattutto in Afghanistan, i tappeti non sono solo oggetti ornamentali, ma sono anche documenti di protesta, usati per registrare in maniera più vivida e forte le conseguenze di una guerra che lacera il paese.

David Thomas Smith, BEIJING INTERNATIONAL AIRPORT, BEIJING, PEOPLE’S REPUBLIC OF CHINA, 2009-10
David Thomas Smith, BEIJING INTERNATIONAL AIRPORT, BEIJING, PEOPLE’S REPUBLIC OF CHINA, 2009-10

Smith utilizza la tradizione dei tappeti persiani, piegandola alle esigenze della società occidentale. Così l’artista ottiene delle immagini bellissime dal punto di vista estetico, ma anche in grado di suscitare una riflessione riguardo a ciò che rimane del paesaggio.

Crediti fotografici:http:www.thecopperhousegallery.com/artists/67-david-thomas-smith/works/385/