Mona Hatoum, Drowning Sorrows (Granc Centenario), vetro, 2002
Mona Hatoum, Drowning Sorrows (Granc Centenario), vetro, 2002

Mona Hatoum, artista palestinese, continua a stupirci con la sua produzione di tappeti artistici.
Le sue creazioni riescono sempre a stupire, affascinare, ma allo stesso tempo incutere timore.

Questo è ciò che accade davanti all’opera Undercurrent, “tappeto” facente parte della collezione del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.
Esso è composto da un quadrato centrale rosso, intessuto di cavi elettrici anziché di fili, dal quale dipartono fili rossi che invadono completamente lo spazio circostante. Ogni filo termina con una lampadina da 15 watt che silenziosamente si illumina e cambia di intensità nel tempo.

Mona Hatoum, Undercurrent (Red), 2008
Mona Hatoum, Undercurrent (Red), 2008

L’opera è di grande impatto visivo e seduce lo spettatore.
Egli vorrebbe avvicinarsi all’installazione, toccare i fili e le lampadine, perché accecato dalla loro bellezza. Tuttavia si accorge anche del pericolo insito nell’opera, si allontana e si limita a contemplare l’opera. Quindi più che un tappeto, Hatoum ha creato una barriera, un ostacolo.

Mona Hatoum, Undercurrent (Red), 2008
Mona Hatoum, Undercurrent (Red), 2008

Stesso procedimento viene usato dall’artista nell’opera Drowning Sorrow.

Mona Hatoum, Drowning Sorrows (Granc Centenario), vetro, 2002
Mona Hatoum, Drowning Sorrows (Granc Centenario), vetro, 2002

Hatoum ha creato un tappeto circolare con cocci di bottiglie di vetro. il tappeto, elemento che nella cultura orientale implica preghiera, meditazione, contemplazione, viene qui trasformato in un’arma.
Questo aspetto viene ulteriormente sottolineato dal titolo. Esso è un’espressione inglese che sostanzialmente significa “bere per dimenticare i propri problemi”. Quindi le bottiglie, e l’alcool in esse contenuto, da strumento per raggiungere la felicità e la pace, in tal caso effimere, si trasformano in cocci in grado di ferire chiunque si avvicini.
Infine la forma circolare, che suggerisce l’idea di armonia, porta con sé anche l’idea di caos, a causa delle duecento bottiglie spezzate e disposte in modo casuale.

Mona Hatoum, Drowning Sorrows, bottiglie di vino, 2004
Mona Hatoum, Drowning Sorrows, bottiglie di vino, 2004

La forma circolare, fortemente simbolica, è usata anche nell’installazione Turbulence. Il “tappeto” è formato da biglie nere di vetro che appaiono preziose e i riflessi di queste abbagliano lo spettatore.

Mona Hatoum, Turbulence (Black), biglie, 2014
Mona Hatoum, Turbulence (Black), biglie, 2014

Tuttavia egli non è sicuro di potersi avvicinare, sia perché spaventato dalla minaccia del materiale, connesso all’idea di frammenti vetrosi, sia perché ha paura di distruggere il tappeto e di disperdere le biglie nello spazio, rischiando anche di scivolare (evento che è anche successo durante un’esposizione).

Mona Hatoum, Turbulence (Black), biglie, 2014
Mona Hatoum, Turbulence (Black), biglie, 2014

Entrambe le tre opere proposte sono state più volte reinterpretate da Mona Hatoum, in colori, materiali e forme differenti.

Ciò che non cambia è invece l’approccio artistico e il messaggio che l’artista ci vuole trasmettere.
Hatoum si diverte a trasformare gli oggetti quotidiani in minacce e pericoli. Gli oggetti, grazie al suo intervento, perdono la loro caratteristica di familiarità per trasformarsi in qualcosa di oscuro e sconosciuto. Forse questa trasformazione è da collegare ad una esperienza privata dell’artista, costretta giovanissima a lasciare il suo paese a causa della guerra. Forse l’artista vuole farci vivere ciò che ha vissuto lei. Hatoum è stata costretta a lasciare una realtà conosciuta e amata, per buttarsi in un mondo sconosciuto, quello occidentale, a cui si è dovuta abituare.

Ma queste sono solo ipotesi. Invece è certo che Hatoum vuole sconvolgere la nostra percezione del quotidiano, rendendoci così maggiormente consapevoli della realtà in cui siamo immersi.

Crediti fotografici: http://www.alexanderandbonin.com/artist/mona-hatoum
                                  http://edgeofarabia.com/artists/mona-hatoum