Galerie Sonnebend, Parigi, Mostra su Piero Gilardi
Galerie Sonnebend, Parigi, Mostra su Piero Gilardi

In questi mesi c’è grande fermento intorno alla figura di Piero Gilardi, artista torinese.
Infatti sono molte le mostre a lui interamente o parzialmente dedicate.

  • Piero Gilardi, Tappeti – Natura; Galleria Biasutti & Biasutti, Via Alfonso Bonafaus 71, Torino; dal 23 Marzo al 13 Maggio 2017
  • La Macchina Estrattiva; PAV, Parco d’Arte Vivente, Via Giordano Bruno 31, Torino; dal 25 Marzo al 4 Giugno 2017
  • L’emozione dei colori nell’arte; GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Via Magenta 31, Torino; dal 14 marzo al 23 Luglio 2017
  • Torino 1966-1973; Spazio – 1, Riva Antonio Caccia 1, Lugano; dall’8 Aprile al 23 Luglio 2017
  • Piero Gilardi – Natura Forever, MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, Via Guido Reni 4a, Roma, dal 12 Aprile al 15 Ottobre 2017

Protagonisti indiscussi di queste esposizioni sono i Tappeti-natura, sperimentazione artistica a cui Gilardi si dedica dagli anni Sessanta.

Mostra Torino 1966-1973, Spazio – 1, Lugano
Mostra Torino 1966-1973, Spazio – 1, Lugano

Grazie a materiali sintetici, quali il poliuretano espanso, l’artista ritagli angoli di natura incontaminata, crea habitat studiati nei minimi dettagli. L’uomo ha quasi l’impressione di essere davanti ad una natura vera e non solo ad una fedele copia di essa. Proprio per questa somiglianza impressionante, i tappeti spingono il fruitore ad un approccio polisensoriale. L’uomo vede l’opera, la tocca e gli pare quasi di essere in grado di sentire gli odori naturali. Insomma i tappeti- Natura vogliono essere vissuti.

Piero Gilardi, Betulle, poliuretano espanso, 1977
Piero Gilardi, Betulle, poliuretano espanso, 1977

Certamente in queste creazioni Gilardi si è ispirato alla Pop Art, soprattutto alle gigantesche sculture in poliuretano espanso di Claes Oldenbur, riproducenti oggetti di consumo di massa.

Piero Gilardi, Ciliege, poliuretano espanso, 1986
Piero Gilardi, Ciliege, poliuretano espanso, 1986

Ma a questa ripresa e influenza, l’artista aggiunge il suo prezioso contributo, una lettura critica del binomio natura – cultura, rapporto profondamente trasformato dall’avvento della società di massa.
L’intento di Gilardi non è quello di celebrare la natura e di ricrearla fedelmente, ma di rappresentare la natura secondo i nuovi canoni, traverso gli occhi, della nostra società e cultura.
Perciò i suoi tappeti sono contraddittori: sembrano duri e solidi, come gli elementi naturali, invece il materiale di cui sono fatti è soffice. Inoltre il carattere di continuità e infinitezza della natura viene cancellato perché i tappeti possono essere tagliati al metro. Infine la resina poliuretanica rende la natura qualcosa di artificiale.

Pietro Gilardi, Rotolo Tappeto-Natura, poliuretano espanso, 1967, presso Nottingham Contemporary
Pietro Gilardi, Rotolo Tappeto-Natura, poliuretano espanso, 1967, presso Nottingham Contemporary

Gilardi vuole aprirci gli occhi con le sue opere.
Il nostro rapporto con la natura è cambiato; quel rapporto ideale e armonico che gli antichi avevano con essa non è più recuperabile. L’uomo di oggi deve arrendersi all’idea che il suo rapporto con la natura è sempre mediato dalla tecnologia, quindi ha sempre un carattere artificiale.

Pietro Gilardi, Dopo l'incendio, poliuretano espanso, 1989
Pietro Gilardi, Dopo l’incendio, poliuretano espanso, 1989

Ma l’artista non ci mette davanti a questa amara realtà per spingerci verso un pessimismo negativo. Infatti egli vuole che le sue opere siano usate come tappeti, quindi abitati e consumati, perché vuole aiutare l’uomo ad accettare questo nuovo rapporto con la natura. Non sarà più un rapporto completamente naturale, ma almeno sarà consapevole e quindi autentico.

Crediti fotografici:
http://www.nottinghamcontemporary.org/
http://www.collezioneolgiati.ch/
http://www.keras.it/i-sensoriali-tappeti-natura-di-piero-gilardi-per-la-domenica-famu-2/